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 Il diario
 
Ayutthaya, Phichit, Chiang Mai, 3 -9 Novembre 2003
Alla mattina, con molta calma, come al solito, siamo partiti con la macchina che tanto gentilmente padre Giovanni ci ha prestato per la nostra vacanza, non solo ci ha prestato la macchina ma ci ha anche messo a disposizione la sua autista: Chaliao.
Un tempio di AyutthayaLa nostra destinazione era Chiang Mai al nord del paese, siccome Chaliao non se la sentiva di fare il viaggio in un'unica tappa, abbiamo spezzato il percorso fermandoci a metà strada a Phichit. Sul percorso però c'era Ayutthaya da visitare, l'antica capitale della Thailandia, anche lei ricca di templi antichi e "meno curati" di quelli di Bangkok.
Il ristorante a PhichitDopo aver dormito una notte a Phichit siamo ripartiti in direzione Chiang Mai. Phichit è una cittadina al di fuori dei percorsi turistici, dove però mi sono divertito come un bambino a cenare in un ristorante a buffet, dove ti prendevi il cibo crudo e te lo cuocevi sulla piastra che avevi in mezzo al tavolo. Ho mangiato con i bastoncini alcuni piatti tipici della cucina cinese e lo spasso è stato ineguagliabile.
Chiang Mai è una città piuttosto gradevole, con molto verde e vicina a molte tribù tipiche del nord che vivono ancora abbastanza isolate nella foresta. ... dopo gli acquistChiang Mai inoltre offre il rinomato Nightmarket, ovvero una strada piena di bancarelle che alla sera espongono le loro mercanzie per i turisti, bancarelle che offrono dei prezzi piuttosto bassi e sempre molto trattabili. Qui ho visto scatenarsi Francesca nella sua frenesia d'acquisto, una netta trasformazione, una seconda identità, una brama, un desiderio di comperare tutti questi oggetti e/o questi indumenti a dei prezzi veramente bassi.
Ogni sera tornavamo a casa carichi di sacchetti e sacchettini, e ogni sera io mi chiedevo come mai avremmo potuto ritornare indietro con tutta quella roba in più!
A Chiang Mai inoltre abbiamo assistito alla festa del Loi Kratong, che cade nell'ultima luna piena di ottobre. Festa con la quale i buddisti festeggiano l'inizio del nuovo anno. La mia barchetta sul fiumeOltre al fatto che agli orientali piace molto sparare i petardi e che hanno iniziato un po' prima del tramonto ed hanno finito a notte inoltrata a sparare petardo su petardo e botto su botto, una cosa molto interessante di questa festività sono le barchettine fatte di fiori. Su queste barchettine vengono accesi gli incensi e una candelina, e poi vengono lasciate in balia della corrente del fiume quale auspicio per un anno migliore, infatti la lucina che se ne va lungo il fiume simbolicamente porta con sé tutti i vecchi ricordi dell'anno appena trascorso.